Lo scuotimento sismico
può subire modifiche molto significative quando attraversa gli
strati di terreno nei primi 30-100m di profondità. Per questo
motivo la corretta valutazione dei fenomeni di amplificazione locale
è un passaggio indispensabile per poter stimare realisticamente
il potenziale danno indotto dal terremoto nelle strutture superficiali.
Applicando la nostra metodologia la definizione del moto sismico in
superficie è ottenuta mediante analisi dinamiche non lineari
della colonna di terreno applicando alla sua base una serie di
accelerogrammi reali registrati in roccia. Il programma ad
elementi finiti utilizzato simula un sito stratificato
orizzontalmente. La formulazione multidirezionale e l'uso di
modelli di plasticità per il comportamento del terreno consente
di considerare le onde ti taglio e di compressione
simultaneamente. Per semplicità, tuttavia, le analisi
vengono solitamente condotte applicando soltanto una storia di
accelerazioni in direzione orizzontale.
Esempio di mappa geologica con
griglia di calcolo, posizione dei sondaggi
e periodo fondamentale stimato sulla base di microtremori
L'effetto non lineare degli
strati di terreno sull'intensità dello scuotimento alla
superficie è considerato per mezzo di una funzione di
amplificazione specifica per il sito analizzato. Tale funzione, AF(f),
dipende dalla frequenza generica di un oscillatore semplice, f.
La mediana di AF(f) può essere stimata accuratamente tramite una
serie limitata di accelerogrammi usando un programma ad elementi finiti
del deposito di terreno dalle caratteristiche incerte. Viene
quindi utilizzato un software specifico che attraverso una procedura di
convoluzione calcola la pericolosità in superficie combinando la
pericolosità su roccia con le funzioni di amplificazione
ottenute dalle analisi di amplificazione.
La metodologia sopra descritta
viene utilizzata per il calcolo della pericolosità in superficie
quando l’oggetto dello studio è un sito
specifico. Quando però si vuole creare una mappa di
pericolosità su aree relativamente vaste e per diverse
condizioni geologiche, eseguire un numero elevato di analisi agli
elementi finiti può rivelarsi difficoltoso. Inoltre la scarsa
disponibilità di informazioni geologiche/geotecniche può
complicare notevolmente la definizione delle stratigrafie di input e
dei parametri del terreno necessari per il modello numerico. Per
questo motivo abbiamo sviluppato una metodologia che utilizza funzioni,
dette superfici di risposta, che sono in grado di fornire la funzione
di amplificazione AF(f) della colonna di terreno in ciascun punto della
griglia di calcolo, oppure una molteplicità di colonne che sono
plausibili per il punto sulla base delle informazioni disponibili.
Questo può essere fatto mediante una famiglia di AF(f)
pre-calcolate per un gran numero di colonne di terreno con
caratteristiche stratigrafiche e geomeccaniche diverse.
Esempio di Superficie di Risposta
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della pericolosità e del rischio sismico
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Paolo Bazzurro,
Ph.D.