Il
metodo base
può essere applicato quando si hanno a disposizione poche
informazioni riguardanti il sito, sopratutto per quanto riguarda le sue
caratteristiche stratigrafiche e geotecniche. Nel caso in cui si
disponga di una conoscenza del sito sufficientemente approfondita
l’utente potrà scegliere di utilizzare il
metodo avanzato.
L’analisi condotta con il metodo base si articola nelle seguenti fasi:
-
valutazione della pericolosità sismica su roccia
(suolo di categoria A), con probabilità di superamento pari al
10% in 50 anni (periodo di ritorno pari a 475 anni), tramite accesso
alla banca dati che contiene i risultati di analisi probabilistiche
eseguite su tutto il territorio nazionale;
-
stima degli effetti di amplificazione locale mediante
confronto fra leggi di attenuazione per depositi alluvionali generici e
per roccia, e valutazione della pericolosità sismica in
superficie;
-
stima del danno strutturale per la tipologia di edificio selezionata dall'utente mediante curve di fragilità.
Pericolosità
Nel
metodo base viene
innanzitutto stabilita la pericolosità sismica al sito,
nell’ipotesi di suolo di categoria A, interrogando una banca dati
contenente i risultati di circa 20.000 analisi probabilistiche
effettuate sull’intero territorio nazionale. Tali risultati
comprendono non soltanto i valori dell'accelerazione massima al suolo,
ma anche valori di accelerazioni spettrali ottenuti per diverse
frequenze, definendo in tal modo l’intero spettro di
risposta elastico con probabilità di superamento uniforme.
Ciò consente di stimare il danno strutturale tenendo conto
del valore di accelerazione spettrale corrispondente alla frequenza
fondamentale della struttura selezionata.
Nella figura sottostante è mostrato il procedimento usato per la
creazione della banca dati di pericolosità utilizzata dal
sistema.
Creazione della Banca Dati di
Pericolosità Sismica
Amplificazione Locale
Ai valori di accelerazione in roccia, ottenuti mediante analisi
probabilistiche di pericolosità, viene poi applicato un fattore
di amplificazione locale. Quest’ultimo è stimato
confrontando leggi di attenuazione per depositi alluvionali generici
con leggi di attenuazione per roccia. Tale confronto viene
effettuato adottando valori di magnitudo e distanza calcolati mediante
procedura di disaggregazione. Ove richiesto dall’utente possono
inoltre essere adottati un coefficiente di importanza, che dipende
dalla destinazione d’uso dell’edificio di interesse, e un
ulteriore fattore di amplificazione che tenga conto delle
caratteristiche morfologiche del sito.
Il danno strutturale viene
stimato attraverso curve di fragilità, che forniscono la
probabilità di superare un predeterminato livello di danno
causato da un certo spostamento spettrale. Le curve di fragilità
si differenziano per tipologia di edificio ed epoca di costruzione.
La probabilità
condizionata di superare un determinato livello di danno, ds, causata
da un certo spostamento spettrale, Sd, è definita dalla funzione:
S
d,ds è la mediana dello spostamento
spettrale per il quale l'edificio raggiunge la soglia di danno, ds,
β
ds è la deviazione standard
del logaritmo naturale dello spostamento spettrale per la soglia di
danno ds
Φ è la funzione di distribuzione cumulativa normale.
Tramite le curve di fragilità viene stabilita, per il livello di
accelerazione calcolato, la probabilità di superamento di
un determinato livello di danno per la struttura in esame.
Vengono definiti quattro livelli di danno: lieve, moderato, grave e
gravissimo per i quali viene stabilita la probabilità di
superamento. A titolo di esempio i quattro livelli per la tipologia
"telai in calcestruzzo armato" vengono definiti come segue:
Danno Strutturale Lieve: Fessure flessionali o di taglio in alcune travi e colonne vicino a giunti o in corrispondenza di giunti.
Danno Strutturale Moderato:
La maggior parte delle travi e delle colonne presentano fessure. Nei
telai duttili alcuni elementi strutturali hanno raggiunto il limite di
snervamento indicato da fessure flessionali più marcate e segni
di frantumazione del calcestruzzo. Telai non duttili possono presentare
fessurazioni di taglio più marcate e frantumazione del
calcestruzzo.
Danno Strutturale Grave:
Alcuni elementi della struttura hanno raggiunto il limite di
snervamento indicato in telai duttili da fessurazioni più
marcate, frantumazione del calcestruzzo ed imbozzamento
dell'armatura; elementi strutturali non duttili possono aver subito
rottura a taglio, rotture dei collegamenti nei giunti, rotture nei
raccordi o imbozzamento dell'armatura delle colonne che può
causare un collasso parziale.
Danno Strutturale Gravissimo:
La struttura è collassata o è in pericolo imminente di
collasso a causa di rottura fragile di elementi strutturali non duttili
o perdita di stabilità del telaio. Ci si attende il crollo di
circa il 20% dell'area totale per gli edifici bassi, il 15% per
gli edifici medi ed il 10% per gli edifici alti con danno
strutturale gravissimo.
Analogamente vi sono curve di fragilità per tutte le altre tipologie comprese nel sistema.
La principale fonte presa a riferimento per la classificazione
tipologica è costituita dalla scala macrosismica europea EMS-98
(European Macroseismic Scale) (Grunthal, 1998), che riporta una
descrizione dettagliata delle tipologie strutturali più diffuse
e aderenti al contesto europeo. In particolare, va sottolineato che la
scala EMS-98 dedica molta attenzione alla classificazione delle
costruzioni in muratura, tipicamente le più comuni e sovente
vulnerabili, soprattutto nell'area mediterranea. Assunta come base, la
suddetta classificazione è stata quindi integrata dalle proposte
di Giovinazzi e Lagomarsino (2001) per quanto concerne le costruzioni
in muratura, e dalla classificazione delle norme americane FEMA 178
(BSSC, 1992) e 310 (ASCE, 1998) per le strutture in acciaio e
calcestruzzo armato. I dati relativi alle costruzioni americane non
sono, evidentemente, del tutto soddisfacenti per edifici realizzati in
altri paesi, e saranno modificati mano a mano che si renderanno
disponibili i risultati di studi riguardanti in modo specifico il
patrimonio edilizio italiano.
Il sistema consiglia di effettuare analisi approfondite (indicate dal
semaforo rosso) nel caso in cui venga superata la probabilità
del 50% di avere un danno lieve.
Bibliografia
ASCE, 1998. FEMA 310: Handbook for the Seismic Evaluation of
Buildings — A Pre-standard. Prepared by the American Society of
Civil Engineers for the Federal Emergency Management Agency, Washington
D.C.
BSSC, 1992. FEMA 178: NEHRP Handbook for the Seismic
Evaluation of Existing Buildings. Prepared by the Building Seismic
Safety Council for the Federal Emergency Management Agency, Washington
D.C.
Giovinazzi, S., Lagomarsino, S. 2001. Una metodologia per
l’analisi di vulnerabilità sismica del costruito. Atti del
10° Convegno Nazionale ANIDIS: L’ingegneria Sismica in
Italia, Potenza, Italia.
Grunthal, G. 1998. European Macroseismic Scale 1998. Chaiers
du Centre Europèèn de Géodynamique et de
Séismologie, Volume 15, Luxembourg.