Il danno strutturale viene
stimato a partire dalle "curve di capacità". Queste curve
dette anche di push-over, forniscono un semplice mezzo per stimare
lo spostamento inelastico di una tipologia di edificio in risposta ad
un determinato livello di carico.
Tramite queste curve, per la tipologia di edificio in esame, è
pertanto possibile risalire allo spostamento spettrale inelastico.
A questo punto entrano in gioco le cosiddette "curve di
fragilità" che consentono di stimare la probabilità di
superamento di un predeterminato livello di danno causato da un certo
spostamento spettrale. Le curve di fragilità si
differenziano per tipologia di edificio ed epoca di costruzione.
La probabilità condizionata di superare un determinato livello
di danno, ds, causata da un certo spostamento spettrale, Sd, è
definita dalla funzione:
dove:
S
d,ds è la mediana dello spostamento
spettrale per il quale l'edificio raggiunge la soglia di danno ds;
β
ds è la deviazione standard
del logaritmo naturale dello spostamento spettrale per la soglia di
danno ds;
Φ è la funzione di distribuzione cumulativa normale.
Tramite le curve di fragilità viene stabilita, per il livello di
accelerazione calcolato, la probabilità di superamento di
un determinato livello di danno strutturale per la costruzione in
esame. Vengono definiti quattro livelli di danno: lieve,
moderato, grave e gravissimo per i quali viene quantificata la
probabilità di superamento. A titolo di esempio i quattro
livelli per la tipologia "telai in calcestruzzo armato" vengono
definiti come segue:
Danno Strutturale Lieve: Fessure flessionali o di taglio in alcune travi e colonne vicino a giunti o in corrispondenza di giunti.
Danno Strutturale Moderato:
La maggior parte delle travi e delle colonne presentano fessure. Nei
telai duttili alcuni elementi strutturali hanno raggiunto il limite di
snervamento indicato da fessure flessionali più marcate e segni
di frantumazione del calcestruzzo. Telai non duttili possono
presentare fessurazioni di taglio più marcate
e frantumazione del calcestruzzo.
Danno Strutturale Grave:
Alcuni elementi della struttura hanno raggiunto il limite di
snervamento indicato in telai duttili da fessurazioni più
marcate, frantumazione del calcestruzzo ed imbozzamento
dell'armatura; elementi strutturali non duttili possono aver subito
rottura a taglio, rotture dei collegamenti nei giunti, rotture nei
raccordi o imbozzamento dell'armatura delle colonne che può
causare un collasso parziale.
Danno Strutturale Gravissimo:
La struttura è collassata o è in pericolo imminente di
collasso a causa di rottura fragile di elementi strutturali non duttili
o perdita di stabilità del telaio. Ci si attende il crollo di
circa il 20% dell'area totale degli edifici bassi, il 15% per gli
edifici medi e il 10% per gli edifici alti con danno strutturale
gravissimo.
Analogamente vi sono curve di fragilità relative
a definizioni di danno applicabili a tutte le altre tipologie
comprese nel sistema.
La principale fonte presa a riferimento per la classificazione
tipologica è costituita dalla scala macrosismica europea EMS-98
(European Macroseismic Scale) (Grunthal, 1998), che riporta una
descrizione dettagliata delle tipologie strutturali più diffuse
e aderenti al contesto europeo. In particolare, va sottolineato che la
scala EMS-98 dedica molta attenzione alla classificazione delle
costruzioni in muratura, tipicamente le più comuni e sovente
vulnerabili, soprattutto nell'area mediterranea. Assunta come base, la
suddetta classificazione è stata quindi integrata dalle proposte
di Giovinazzi e Lagomarsino (2001) per quanto concerne le costruzioni
in muratura, e dalla classificazione delle norme americane FEMA 178
(BSSC, 1992) e 310 (ASCE, 1998) per le strutture in acciaio e
calcestruzzo armato. I dati relativi alle costruzioni americane non
sono, evidentemente, del tutto soddisfacenti per edifici realizzati in
altri paesi, e saranno modificati mano a mano che si renderanno
disponibili i risultati di studi riguardanti in modo specifico il
patrimonio edilizio italiano.
A differenza di quanto avviene nel
metodo base, nel
metodo avanzato
si esegue una procedura di convoluzione che fornisce, attraverso lo
spostamento spettrale inelastico alle varie frequenze e le
corrispondenti curve di fragilità, la probabilità
incondizionata di superare uno dei quattro livelli di danno (lieve,
moderato, grave e gravissimo) in un determinato lasso di tempo, ad
esempio 30 anni.
Bibliografia
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