La
pericolosità
sismica è rappresentata dalla probabilità con cui
diversi livelli di scuotimento del terreno possono verificarsi ad un
sito di interesse durante un periodo di riferimento (solitamente un
anno). Poiché il reciproco della probabilità
annuale
rappresenta il periodo medio di ritorno, la pericolosità
sismica può essere anche rappresentata in modo duale in
termini di valori di scuotimento attesi al sito per vari livelli di
periodo di ritorno. La mappa di pericolosità sismica integra
su base territoriale le valutazioni ottenute per una griglia regolare
di siti distribuita sul territorio. Queste mappe rappresentano il
primo, fondamentale passo per la valutazione del potenziale danno
sismico ad opere civili, industriali ed infrastrutturali.
Le
metodologie convenzionali per il calcolo delle mappe di
pericolosità
sismica di solito trascurano gli effetti di amplificazione locale
dovuti al terreno. D’altra parte è noto che tali
effetti
possono talvolta, in presenza di terreni soffici, amplificare o
deamplificare l’intensità del moto sismico a
diverse
frequenze fino ad oltre il 500%. Quando raramente vengono inclusi,
tali effetti sono stimati in modo approssimato in quanto si considera
che al sito siano presenti terreni generici di media consistenza
con conseguente ricaduta sull'attendibilità dei risultati
ottenuti.
Caratteristiche
generali
In
questo progetto è stata utilizzata una procedura
probabilistica che consente di incorporare tutte le informazioni a
disposizione sulle tipologie di terreno locali e di usarle
opportunamente per migliorare l’accuratezza della stima della
pericolosità sismica rispetto a quella ottenuta usando dati
medi per il suolo locale.
La
procedura sviluppata da Geodeco si basa sui seguenti punti
principali:
1)
L’amplificazione locale dipende dalle caratteristiche
statiche e
dinamiche della formazione di terreno (ad esempio, lo spessore e la
composizione degli strati, la presenza e la profondità della
falda, l’età della formazione geologica, la
velocità
delle onde di taglio nei primi strati, etc.). Miriadi di differenti
composizioni di terreno sono in teoria possibili ed a rigore ognuna
possiede le proprie caratteristiche amplificative. Tra tutte le
caratteristiche del terreno alcune influenzano maggiormente il
fenomeno amplificativo. Chiameremo qui le prime parametri
principali e le seconde parametri secondari. Nella
pratica, tuttavia, non sempre la qualità dei dati sulla
tipologia di terreno locale è sufficientemente elevata (come
ad esempio succede nel caso di indagini geotecniche che vengono
eseguite per l’erezione o la modifica di strutture di una
certa
importanza) da fornire tutti i valori dei parametri del suolo
più
importanti. Spesso la qualità delle informazioni
è
più
scarsa e alcuni dati sono mancanti. A volte addirittura
l’unica
informazione disponibile è la carta geologica di superficie.
Quando i parametri principali non sono noti in modo diretto essi
possono tuttavia essere stimati sulla base dei parametri principali
disponibili dai dati di indagini geotecniche per siti con condizioni
geologiche simili. Per fare ciò è necessario
produrre
delle funzioni correlative tra i dati geotecnici disponibili nella
banca dati e altri parametri secondari quali i dati geologici. Tali
funzioni correlative sono state sviluppate nell’ambito del
progetto. Chiameremo questo modulo caratterizzazione del sito.
Ricapitolando, il primo modulo consiste nella stima delle
caratteristiche del terreno rilevanti per l’amplificazione
del
moto
sismico ad ogni sito considerato sul territorio. La stima avviene in
modo diretto quando dati geotecnici sono disponibili per il sito ed
in modo indiretto, sulla base di dati geotecnici in terreni
geologicamente simili, quando tali indagini sono assenti.
2)
Uno degli output del primo modulo consiste
nell’identificazione
dei
parametri principali che dominano il fenomeno di amplificazione del
terreno. Ogni combinazione plausibile di tali parametri rappresenta
una diversa colonna di terreno. Nel secondo modulo viene identificato
un set di combinazioni dei parametri principali ognuna delle quali
identifica quella che chiameremo una formazione di terreno pilota.
Gli effetti di amplificazione sismica locale per diverse tipologie
di terreno pilota vengono stimati in modo accurato tramite
analisi dinamiche non lineari del terreno condotte applicando una
serie di sismogrammi opportunamente selezionati. La procedura
sviluppata, a differenza di quanto solitamente eseguito nella pratica
corrente, permette di tenere conto anche di eventuali fenomeni di
mobilità ciclica e liquefazione che possono avvenire nei
terreni saturi durante il sisma. Per ogni tipologia di terreno pilota
sono state ottenute funzioni di amplificazione per vari parametri di
scuotimento (ad esempio, accelerazione di picco del suolo,
accelerazione spettrale a varie frequenze, etc.). Queste funzioni
amplificative dipendono dall’intensità
accelerativa
incidente il substrato roccioso su cui posa la formazione di terreno.
Da questo insieme di funzioni di amplificazione così
ottenute
sono state derivate superfici di risposta le cui variabili di input
sono rappresentate proprio dai parametri principali individuati al
punto 1. L’accorpamento di tali funzioni amplificative in
superfici
di risposta permette, data la conoscenza (o la stima) dei parametri
principali della colonna di terreno presente al sito, di stimare le
funzioni di amplificazione per diversi parametri di scuotimento
mediante interpolazione delle superfici stesse e quindi senza
eseguire analisi dinamiche come quelle utilizzate per i terreni
pilota. Chiameremo questo modulo valutazione degli effetti di
amplificazione locale.
3)
Come si è detto, per ogni tipologia di terreno la procedura
espressa al punto 2 determina le funzioni di amplificazione per ogni
possibile colonna di terreno. Queste funzioni esprimono il rapporto
tra il moto sismico alla superficie e quello al substrato roccioso
per diverse frequenze di oscillazione e per diverse
intensità
di scuotimento alla base. Pertanto il moto sismico alla superficie di
una formazione di terreno è noto qualora sia noto il moto
sismico al substrato roccioso. Quest'ultimo viene tradizionalmente
calcolato sulla base della distanza tra sito e sorgente sismica e
della magnitudo del terremoto per via delle cosiddette leggi di
attenuazione su roccia. Le funzioni amplificative individuate al
punto 2 possono essere espresse come fattori correttivi da applicarsi
all’intensità del moto incidente il substrato
roccioso per
ottenere l’intensità dello scuotimento alla
sommità
della formazione di terreno. L’applicazione di questi termini
correttivi permette di sviluppare in maniera efficiente leggi di
attenuazione specifiche per la tipologia di terreno locale.
Queste leggi permettono una stima più accurata dello
scuotimento alla superficie della specifica formazione di terreno
rispetto a quella ottenuta tramite le leggi per suolo generico che
talvolta vengono usate nelle metodologie convenzionali.
Alternativamente l’effetto di amplificazione di un
determinato
sito
può essere introdotto mediante una procedura di
convoluzione,
che consente di modificare opportunamente le curve di
pericolosità
calcolate in roccia. È importante notare che le leggi di
attenuazione su roccia per l’Italia, ottenute sulla base di
registrazioni di terremoti storici, sono già disponibili e
non
sono state sviluppate in questo progetto.
La
pericolosità
sismica viene stimata per una griglia di siti che coprono
l’area
territoriale prescelta. Ad ogni sito la pericolosità viene
valutata in modo probabilistico considerando tutti i possibili
terremoti futuri (dell’ordine di centinaia di migliaia). Ad
ognuno
di essi è associata una magnitudo, un epicentro (oppure una
superficie di rottura se le dimensioni della faglia sono note) e la
frequenza annuale di occorrenza dell’evento. La frequenza di
occorrenza e la magnitudo dell’evento e la sua localizzazione
sono
noti sulla base dei cataloghi storici e di considerazioni
statistiche. Lo scuotimento indotto alla superficie del suolo al
sito per ogni terremoto considerato viene valutato applicando la
legge di attenuazione specifica per quel sito che è stata
ottenuta come descritto precedentemente. La ripetizione di questo
processo per la griglia di siti produce le mappe desiderate. Tali
mappe, che vengono prodotte per parametri di scuotimento del terreno
più idonei per la stima di danno strutturale (ad esempio,
accelerazione di picco alla superficie del terreno oppure
accelerazione spettrale a diverse frequenze di oscillazione) sono
calcolate mediante interpolazione dei valori ottenuti per la griglia
di siti considerati.
È
importante
sottolineare che le mappe di scuotimento che includono gli effetti di
amplificazione locale ottenute in questo progetto rispondono a
domande quali: “Qual è lo scuotimento atteso sul
territorio
in media una volta ogni, ad esempio, 475 anni?”, oppure,
“Ogni
quanti anni una accelerazione orizzontale di picco pari, ad esempio,
al 30% della gravità si verifica sul territorio
considerato?”.
Queste mappe, che sono fondamentali per la stima del danneggiamento
strutturale su base territoriale, non sono ad oggi disponibili per
l’Italia.
La
metodologia sviluppata consente di tenere conto in modo esplicito
dell'incertezza associata ai parametri che governano il comportamento
del terreno, e che controllano l’amplificazione delle onde
sismiche. Questo fatto la rende particolarmente adatta ad un uso su
ampie zone di territorio, dove i dati geologici e geotecnici
disponibili sono necessariamente limitati.
Principali Prerogative del Metodo
- Adotta procedure avanzate per l’analisi
della
pericolosità in roccia;
- Adotta procedure avanzate per l’analisi
degli effetti
di amplificazione locale;
- Integra gli effetti di amplificazione locale
nell’ambito della procedura probabilistica;
- Può essere utilizzata anche in casi in cui
la
conoscenza dei terreni è limitata.
Pericolosità Sismica in Roccia
- Può considerare più zonazioni
sismiche
alternative;
- Può considerare più leggi di
attenuazione
alternative;
- Può considerare più serie di
parametri
alternativi per la funzione di Gutenberg-Richter;
- Può fornire la magnitudo più
probabile
dell’evento mediante deaggregazione in magnitudo e distanza
Amplificazione Locale
- E’ effettuata mediante un modello numerico
con legge
costitutiva non lineare;
- Tiene conto in modo esplicito degli effetti di
mobilità ciclica sulla risposta del sito;
- Consente di esplorare l’effetto
dell’incertezza
dei parametri del terreno sulla risposta del sito.
Ulteriori Vantaggi del Metodo
- Il sistema presentato
è applicabile anche a situazioni dove il livello di
conoscenza
dei terreni è modesto.
- La classificazione dei
siti in funzione della frequenza fondamentale elastica del deposito e
di poche altre caratteristiche tipologiche (ad esempio
argillosi/sabbiosi), ancorché semplificata, consente
l’applicazione del metodo su vasta scala.
- In molti casi il
sistema può beneficiare in modo significativo di indagini
speditive di superficie da condurre su scala territoriale (ad es. H/V
da microtremori).
- Le incertezze
epistemiche sono messe in conto e i risultati possono essere ottenuti
per diversi livelli di confidenza.
- Il sistema fornisce
inoltre la deaggregazione in distanza e magnitudo, utile ad es. negli
studi di scenario e nelle analisi di liquefazione dei terreni.