Usando
eRiskZone l’utente non potrà
fare a meno di constatare che le accelerazioni massime in roccia
corrispondenti ad un periodo medio di ritorno di 475 anni calcolate dal
nostro sistema talvolta differiscono dalle accelerazioni di ancoraggio
dello spettro elastico indicate
nell’Ordinanza
3274/2003 (Allegato 1). In
particolare si noti che per le zone più altamente sismiche
l’utente otterrà spesso valori accelerativi di
picco in
roccia sensibilmente inferiori a quelle indicate dalla Normativa (le
accelerazioni massime in roccia calcolate da eRiskZone
sull’intero
territorio nazionale sono mostrate nella Figura 1). Questo dipende da
vari fattori:
Figura 1 -
Accelerazioni massime in roccia calcolate da eRiskZone
sull’intero
territorio nazionale
-
In primo
luogo i valori
di ancoraggio indicati dalla Normativa sono scelti in modo
convenzionale, e
raccolgono aree ove il livello accelerativo calcolato può
essere sensibilmente inferiore. Ad esempio per la Zona 2,
dove l’accelerazione massima al suolo può essere
compresa tra 0,15 a 0,25g, la Normativa indica un valore di ancoraggio
pari al maggiore dei due, cioè 0,25g.
-
La
Normativa necessariamente
attribuisce una determinata categoria sismica a ciascun territorio
comunale, senza poter individuare gli effetti delle variazioni tra una
categoria sismica e l’altra. Questo comporta
un’inevitabile discontinuità di 0,1g al confine
tra diversi territori comunali.
-
Le
metodologie probabilistiche
adottate nel nostro sistema comportano una serie di ipotesi di lavoro e
modelli
di calcolo che, quantunque tecnicamente difendibili, possono differire
da quelle adottate nel corso di studi analoghi.
Con
riferimento
all’ultimo dei punti sopra citati, qui di
seguito proponiamo
un confronto
preliminare tra i
dati da noi calcolati e contenuti in questo portale con quelli
calcolati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
per
la “Redazione della Mappa di Pericolosità
Sismica”
prevista dall’Ordinanza 3274/2003, che costituisce un
autorevole
punto di riferimento. Ambedue gli studi sono stati effettuati con una
metodologia probabilistica tipo Cornell e si basano sullo stesso
catalogo sismico e sulla stessa zonazione sismica del territorio
(ZS9). Tuttavia la metodologia di calcolo differisce in qualche
misura visti, ad esempio, la diversa scelta delle leggi di
attenuazione (un’unica legge di attenuazione è
stata
adottata da e-RiskZone per il sistema semplificato mentre
più
leggi di attenuazione sono state adottate dall’INGV) e il
diverso
tipo di software utilizzato per il calcolo. Un confronto in termini
di differenza percentuale dell’accelerazione massima al suolo
calcolata sull’intero territorio nazionale è
mostrata nella
Figura 2.
Figura 2
–
Differenze tra le accelerazioni massime in roccia calcolate,
rispettivamente da
eRiskZone e
dall’INGV sull’intero territorio nazionale.
In
alcune zone di elevata sismicità il nostro modello tende a
fornire valori inferiori del 10-15% rispetto a quelli dello studio
INGV, mentre si osserva talvolta una inversione di tendenza nelle
zone di sismicità minore. Nella Figura 3 i valori
accelerativi calcolati nei due
studi sono confrontati direttamente su un grafico. Si noti che i valori
massimi calcolati in ambedue gli studi
sono ensibilmente
inferiori al valore di ancoraggio dello spettro
elastico indicati dalla Normativa per le zone di maggiore
sismicità.
I valori calcolati dall’INGV si mantengono, in media,
moderatamente
maggiori di quelli presentati nel nostro portale.

Figura 3
–
Confronto tra le accelerazioni massime in roccia calcolate,
rispettivamente da
eRiskZone e
dall’INGV sull’intero territorio nazionale.
In
conclusione si
osserva che il confronto tra i valori calcolati da eRiskZone sul
territorio nazionale italiano e quelli calcolati
dall’Istituto
Nazionale di Geofisica e Vulcanologia per la “Redazione della
Mappa
di Pericolosità Sismica” prevista
dall’Ordinanza
3274/2003, sono ragionevolmente congruenti, con differenze poco
rilevanti ai fini della valutazione semplificata offerta on-line. Non
sono possibili al momento confronti per le varie accelerazioni
spettrali in
quanto lo studio INGV non le fornisce. Ci proponiamo di
inserire
questo ulteriore confronto appena possibile.